VERMI
PROSTHECERAEUS GIESBRECHTII - Verme piatto tigrato

🧬 Caratteristiche biologiche
Prostheceraeus giesbrechtii, comunemente chiamato verme piatto tigrato o planaria marina tigrata, è un platelminta marino della classe Polycladida. Possiede un corpo appiattito e flessuoso, lungo fino a 6–7 cm, di forma ovale e margini sottili ondulati. La colorazione è biancastra o grigio chiaro, attraversata da bande longitudinali brune o nere che gli conferiscono l’aspetto tigrato. Si muove grazie a ciglia sulla superficie ventrale e a contrazioni muscolari che producono un movimento elegante e fluido.

📍 Dove vive
Diffuso nel Mar Mediterraneo e nell’Atlantico orientale, in particolare lungo le coste di Spagna, Italia, Francia e Nord Africa. È comune nelle zone costiere con acque temperate e limpide.

🏞️ Habitat e distribuzione
Vive su fondali rocciosi, sabbiosi o detritici, spesso nascosto sotto sassi, tra le alghe o nelle praterie di Posidonia oceanica, da pochi centimetri fino a circa 30 metri di profondità. Predilige ambienti ben illuminati e ricchi di microfauna.

🔄 Riproduzione & ciclo vitale
È ermafrodita, dotato di organi maschili e femminili nello stesso individuo. La fecondazione è generalmente incrociata: due individui si accoppiano scambiandosi spermatozoi e depongono uova racchiuse in capsule gelatinose. Le larve si sviluppano rapidamente e diventano simili agli adulti in breve tempo. È in grado di rigenerare parti del corpo in caso di lesioni.

🌱 Ruolo ecologico & importanza
È un predatore bentonico che si nutre di piccoli invertebrati sessili come briozoi, ascidie e spugne. Svolge un ruolo ecologico nel controllo delle popolazioni bentoniche e contribuisce alla biodiversità dei fondali marini costieri.

💡 Curiosità e importanza

  • Celebre per il suo movimento fluido e “danza” elegante sul fondale.
  • Specie inoffensiva per l’uomo, ma molto apprezzata dagli appassionati di biologia marina e fotografia subacquea.
  • Ha una grande capacità di rigenerazione, tipica dei platelminti.
  • Il nome della specie è dedicato al naturalista tedesco Wilhelm Giesbrecht, che la studiò nel Mediterraneo.